Comunicato n. 24 — La vaccinazione COVID-19 non previene le infezioni (anzi!): le istituzioni lo ammettano!
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L'obbligo vaccinale imposto a sanitari e personale scolastico si fondava su una promessa mai dimostrata: prevenire l'infezione da SARS-CoV-2.
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Gli stessi trial registrativi di Pfizer, Moderna e AstraZeneca non misuravano l'interruzione dell’infezione e della trasmissione, ma solo la riduzione dei sintomi.
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EMA e CE lo hanno confermato ufficialmente nel 2023: nessun vaccino anti-COVID è mai stato autorizzato per prevenire l'infezione.
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Il Comitato Tecnico Scientifico lo ha dichiarato già il giorno prima dell'obbligo in Italia: "le conoscenze attuali non consentono di escludere la capacità di contagio nei vaccinati".
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Da agosto 2021, con la variante Delta, i CDC USA hanno ammesso pubblicamente che i vaccinati si infettano quanto i non vaccinati. L’anno dopo era già chiaro che si infettavano di più
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Alla clinica Cleveland dell’Ohio (51.000 sanitari monitorati per 200 giorni): chi aveva fatto 1 dose si è reinfettato il doppio dei non vaccinati, con 3 dosi il triplo, con più di 3 dosi ancora di più.
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In Austria, su oltre 4 milioni di persone già guarite da COVID: a 8 mesi dalla quarta dose, i vaccinati si infettavano 7,3 volte più dei non vaccinati.
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Studi in Qatar, Francia e Italia (ISS-BMJ) confermano lo stesso schema: la protezione non solo svanisce, ma diventa negativa dopo pochi mesi.
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La Costituzione consente un obbligo di trattamento sanitario solo se serve a proteggere anche gli altri. Con i vaccini COVID è semmai più vero il contrario.
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Il Tribunale di Velletri lo ha scritto nero su bianco: la sentenza della Corte Costituzionale vale "rebus sic stantibus" — finché non emergano nuovi dati. Sono ampiamente emersi!
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Chi ha subito sospensioni dal lavoro, multe o restrizioni per un obbligo basato su premesse scientificamente false ha diritto a ricevere giustizia.
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La CMSi chiede da 23 Comunicati un confronto con il Ministero della Salute. Finora non ha ricevuto risposta, ma questa volta la risposta non può mancare.
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Chi non credesse a quanto sosteniamo, attivi equi confronti scientifici in contraddittorio. In base all’esito, chiediamo che segua un tavolo tecnico, per possibile revisione delle raccomandazioni vaccinali e delle informazioni alla popolazione, anche ai fini di consensi informati realmente validi.
La Commissione Medico-Scientifica indipendente